mercoledì 8 luglio 2009

DEPECHE MODE

Allora vediamo un pò: M.E.I. assente,i blonde redhead assenti,il Dissonanze Festival capitolino assente,Morgan assente,no decisamente no… interrogata la polvere continuava a rispondermi “aspetta primavera andrea,aspetta primavera” e nell’inverno troppo impegnato ad accartocciarsi tra la propria mestizia liquida s’attizza l’attesa.E non che i nostri cari Depeche siano stati avidi di sorprese in questo periodo anzi,l’uscita del loro ultimo album in studio,l’assurdo video del singolo wrong,e per ultimo la notizia dell’intervento che il bardo Dave Gahan ha subito proprio mentre era in pieno svolgimento il tour,s’attizza s’atttizza e come…finchè il 16 giugno il fuoco è pronto a divorarci tutti Martin Gore,Andrew Fletcher,il sopraccitato frontman:i Depeche Mode sono lì per divorarci,dall’alto del loro palco in cui si ritaglia il suo spazio un enorme schermo che dipinge l’anima del gruppo,le loro parole,i loro video,i loro commenti,le loro ossessioni gettate in faccia al pubblico.Sono degli astronauti,sono delle ombre,sono 2ragazze che si amano,sono pacifisti,sono questo,altro ed altro ancora,variabili e pur sempre eccezionali come dimostra la loro scaletta che parte giustamente col doveroso omaggio all’ultimo sounds of the universe:in chains,l’acclamata wrong,ma soprattutto hole to feed ci rimbalzano in testa vibrano,sconquassano,ma quando il passato ritorna prepotente allora non c’è nulla da fare,walking in my shoes,a question of time,it’s no good,fly on the windscreen,dal mitico black celebration esplodono nell’aria,si fanno ammirare,esaltano il buon Dave che ha ormai fugato ogni dubbio su una sua possibile performance non all’altezza.Poi è il momento di Martin,così ci lasciamo adagiare dall’atmosfera intima creata da home e little soul,ma il leone non è andato via,l’adrenalina è in circolo,la bestia ritorna, enjoy the silence,policy of truth,never let me down again,ormai siamo skegge impazzite amiamo frantumarci,e l’incipit de i feel you ne è la giusta colonna sonora,uno stridere di macchinamacchinario che s’infrange all’impatto,liberandoci,rompendo legami e legamenti.
Quando arrivano i 2 bis davvero penso di poter essere d’accordo con loro words are very unnecessary,mi giro a filmare il resto del pubblico,circa 50mila ho letto poi,tutti estasiati,stripped,master and servant,personal jesus,potrebbero banchettare coi nostri resti,infine la chiusa emozionale quasi un sussurro di waiting for the night,un soffio leggero si posa su di noi e c’accompagna nella bocca della notte,poi è solo una questione di saluti,c’è chi saluta i compagni di viaggio,chi saluta l’imperatore,chi saluta Roma per chi la ricorda con affetto,chi saluta le proprie gambe…
ma davvero un viaggio stupendo
pubblicato nel numero di luglio '09 sul mensile 40°PARALLELO