martedì 1 dicembre 2009

IL TEATRO DEGLI ORRORI

INPUT:carrarmatorock puntat! mirat! FUOCOOOOO!!!
Il combo in questione,di stanza in quel di nord-est,con l'uscita del nuovo lavoro in studio "A SANGUE FREDDO" ,ha tracciato la rotta.Certo il fatto che questa sia la tourneè del "solo" secondo album può far pensare,a chi non li conosce,d'avere a che fare con sbarbatelli di primo pelo,ma non è questo il caso,qui si parla di 4 pestiferi guastatorirock che da anni a nome ONE DIMENSIONAL MAN e SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC macinano km su km lungo il trasognato stivale.
"Venghino signori Venghino"(direbbe qualcunaltro) "il Teatro degli Orrori apre i battenti carico di vergogne,cinismo sonico,amore e vino,piscio sull'asfalto e disilluse albe"
"ssst...silenzio in sala,il tendone è aperto...maestri maestri accomodatevi vi preghiamo potete incominciare"
e allora sia dato il via alle danze: puntat! mirat! FUOCOOOO!!!
direzioni diverse ti tende la mano da subito,ma attento non è l'invito a ballare,è l'invito a prender parte al giro della morte apertosi con la subitanea il terzo mondo,il pavimento schiude le sue fameliche fauci,piastrelle e donne,luci e uomini vorticosamente inghiottiti nella lunga spirale verso il basso:mai dire mai è vero,ma nella loro morsa sembriamo non esserci per nessuno,se non per questo Teatro dei Sudori.Oh Santa Madre la voce di Capovilla è intorno "non potrai più uscirne" sembra ghignare...Dio Mio che suono è intorno in vita mia mai mai mai,mi stracci e mi svuoti,sacco da macerare abbandonato sul ciglio della strada affianco ad un teschio dai capelli di paglia su cui il poeta estinto inneggia il proprio ebbro canto dal titolo e lei venne.Come se non bastasse il nuovo vestito ci abbaglia:è il Teatro dei Dolori ora ad invocare i fallimenti generazionali di è colpa mia e fantasmi reali ne il turbamento della gelosia,è il momento più toccante,col cuore in mano "bambina mia quanto mi manchi lo dirai a mamma che ho un cuore dentro"... è il cuore di chi ama...quello...
E tra un padre nostro intonato per liberarci una volta per tutte da chi uccide a sangue freddo,l'esplosione della compagna teresa e l'implosione umana de la canzone di Tom si arriva madidi alla pausa.
"ehi non vorrai mica scendere" ancora quel ghigno maledetto,così si riparte con lezioni di musica che si dipanano nel tempo...tutto si riquadra,vomitati via dal girone più basso ci ricomponiamo(?) di lividi e segni a furie delle pestate conclusive del batterista Francesco Valente,a rimarcare un passaggio necessario,veloce ma non effimero,imprecante,senza ostacoli dritto per la sua strada,ci portiamo addosso le impronte digitali di questi quattro geniali teatranti.
OUTPUT:la vita ci spinge verso direzioni diverse...la mia per esempio verso un'uscita con improbabili divieti di rientro,e verso un parcheggio che mi costa più dell'autostrada,ma questa è storia da affettatori...

pubblicato dal mensile 40°parallelo nel numero di dicembre 2009

mercoledì 8 luglio 2009

DEPECHE MODE

Allora vediamo un pò: M.E.I. assente,i blonde redhead assenti,il Dissonanze Festival capitolino assente,Morgan assente,no decisamente no… interrogata la polvere continuava a rispondermi “aspetta primavera andrea,aspetta primavera” e nell’inverno troppo impegnato ad accartocciarsi tra la propria mestizia liquida s’attizza l’attesa.E non che i nostri cari Depeche siano stati avidi di sorprese in questo periodo anzi,l’uscita del loro ultimo album in studio,l’assurdo video del singolo wrong,e per ultimo la notizia dell’intervento che il bardo Dave Gahan ha subito proprio mentre era in pieno svolgimento il tour,s’attizza s’atttizza e come…finchè il 16 giugno il fuoco è pronto a divorarci tutti Martin Gore,Andrew Fletcher,il sopraccitato frontman:i Depeche Mode sono lì per divorarci,dall’alto del loro palco in cui si ritaglia il suo spazio un enorme schermo che dipinge l’anima del gruppo,le loro parole,i loro video,i loro commenti,le loro ossessioni gettate in faccia al pubblico.Sono degli astronauti,sono delle ombre,sono 2ragazze che si amano,sono pacifisti,sono questo,altro ed altro ancora,variabili e pur sempre eccezionali come dimostra la loro scaletta che parte giustamente col doveroso omaggio all’ultimo sounds of the universe:in chains,l’acclamata wrong,ma soprattutto hole to feed ci rimbalzano in testa vibrano,sconquassano,ma quando il passato ritorna prepotente allora non c’è nulla da fare,walking in my shoes,a question of time,it’s no good,fly on the windscreen,dal mitico black celebration esplodono nell’aria,si fanno ammirare,esaltano il buon Dave che ha ormai fugato ogni dubbio su una sua possibile performance non all’altezza.Poi è il momento di Martin,così ci lasciamo adagiare dall’atmosfera intima creata da home e little soul,ma il leone non è andato via,l’adrenalina è in circolo,la bestia ritorna, enjoy the silence,policy of truth,never let me down again,ormai siamo skegge impazzite amiamo frantumarci,e l’incipit de i feel you ne è la giusta colonna sonora,uno stridere di macchinamacchinario che s’infrange all’impatto,liberandoci,rompendo legami e legamenti.
Quando arrivano i 2 bis davvero penso di poter essere d’accordo con loro words are very unnecessary,mi giro a filmare il resto del pubblico,circa 50mila ho letto poi,tutti estasiati,stripped,master and servant,personal jesus,potrebbero banchettare coi nostri resti,infine la chiusa emozionale quasi un sussurro di waiting for the night,un soffio leggero si posa su di noi e c’accompagna nella bocca della notte,poi è solo una questione di saluti,c’è chi saluta i compagni di viaggio,chi saluta l’imperatore,chi saluta Roma per chi la ricorda con affetto,chi saluta le proprie gambe…
ma davvero un viaggio stupendo
pubblicato nel numero di luglio '09 sul mensile 40°PARALLELO

lunedì 26 gennaio 2009

...bagliori...

ragnatele imprigionano le luci
aprite i cancelli
dove giacerai stanotte?

la tua vita è sogni
la terra è roccia dura
dove pregherai stanotte?

la notte taglia a metà la luna
possiedo la tua essenza
se fossi puro dovrebbe bastarmi
dove verrò a cercarti stanotte?

martedì 6 gennaio 2009

afterhours

Era il 2002 dopo una delle tante 8ore passate in fabbrica di 1°turno,mi ritrovo fuori la portineria A dove il solito mercatino porta via quei 5/10min in attesa del pulman per riportarmi a casa.Lì intravedo una copertina,mi colpisce immediatamente,un'istantanea fissa su di un fulmine che squarcia l'ordinaria solitudine di un palo elettrico posto in un nowhereland desolato.(Solo la cassa integrazione imminente squarcia l'ordinarietà in maniera così devastante...).Acquisto il cd,è di quelli che costano poco,sarà in offerta,è il cd che accompagnerà uno dei perioodi più intensi della mia vita:QUELLO CHE NON C'E' degli AFTERHOURS.
Da lì in poi assoluta febbrile minuziosa ricerca,passando per i GERMI quando HAI PAURA DEL BUIO,e mentre i 3PICCOLI PORCELLIN compongono BALLATE PER PICCOLE IENE, I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO sapendo che NON E' PER SEMPRE.
Assisto per l'ennesima volta ad un concerto dei nostri,ma in un certo senso è come fosse il primo,con loro è sempre il primo,perchè non sai mai cosa t'aspetta,perchè la scaletta varia sempre anche tra esibizioni dello stesso tour,sarà questione di MaGia,sarà questione di pelle,sarà questione d'orgasmo,o forse...
Mentre tutte ste seghe vanno avanti sul palco appaiono Manuel,Enrico e Rodrigo con una versione serpica di you know you're right dei NIRVANA,per rispettivamente chitarra/voce,tastiera e violino ((what about magia?)).Poi Roberto,Giorgio e Roberto, un vortice crescente si apre:la sottile linea bianca,è solo febbre poste sullo stesso piano d'intensità aprono il sabba di dea,lasciami leccare l'adrenalina,strategie e varanasi baby.La title track dell'ultimo album e l'immensa dentro marylin riportano un pò di quiete,ma le iene serpeggiano nell'oscurità pronte a colpire la pelle e renderla neppure carne da cannone per dio,ancora sorprese con è la fine la più importante intenerita da uno xilofono capace di divorare l'irruenza dell'originale,ma lasciando intatto il senso d'inquietudine che essa possiede,entrando dentro, entrandoti dentro...perchè la musica degli AFTERHOURS è così: come a conficcarsi in carne (grazie ESTRA),entrare in circolo,linfare il corpo,possederlo e scaraventarlo via,non inerme,non futile,bensì con un senso in più.E' questo il percorso anche di questa sera:le ultime possessioni elettriche spettano a la vedova bianca,il sangue di giuda,la verità che ricordavo,male di miele;per poi abbandonarmi con la SUICIDEiana milano circonvallazione esterna,bye bye bombay,nelle tenere braccia di Orfeo con la ninnananna di orchi e streghe sono soli.Ma questa volta il Manuel&soci si sbagliano,dal New Demodè a casa ci vuole del tempo,e di dormire proprio non se ne parla,ma io ho un segreto,ho preso un pò di loro essenza stasera,anche stasera,maledetto ladro d'emozioni...mi metto al volante aspettando quello che non c'è: "arriva l'alba so che è qui per me,meravigliosa come a volte ciò che sembra non è",nell'attesa posso solo immergermi nel black,possedermi di black e dedicare il mio viaggio a MATTIA e MaGia che in questi giorni scrivono pagine importanti del loro destino.
pubblicato nel numero di gennaio '09 sul mensile 40° PARALLELO

... ...

"...non riesco a ricordare di dimenticarti." dal film MEMENTO
...thanks...

lunedì 5 gennaio 2009

la tua forza

QUELLO CHE E' coincide con QUELLO CHE NON C'E'.E' la tua presenza che ora e domani NON C'E'.E' il guardare curioso che da stanotte NON C'E'.E' il calore di un termosifone acceso solo quando ci sei tu che ora NON C'E',svanito come sempre...un'altra felpa,un'altra coperta,un'altra pelle,un altro cuore,un'altra storia,un'altra linea,un'altra birra,un'altra realtà,un'altra canzone su windows media player,un'altra ulcera,un altro delirium,un altro incendio,un altro aggrapparsi,un altro sfuggire,un'altra corsa,un'altra lacrima,un altro sorriso,un altro deglutire,un'altra calma,un'altra pace,un altro mare,un altro oceano,un'altra scomparsa,un'altra rinascita...
QUELLO CHE E' coincide con QUELLO CHE NON C'E'...come ferire le ombre
QUELLO CHE E' coincide con QUELLO CHE NON C'E'...come azzannare l'aria
QUELLO CHE E' coincide con QUELLO CHE NON C'E'...come abbracciarti ora...come guardarti ora...come raccontarti ora del perfido AGILULFO e del magico ASOR...come rincorrerti ora...come piangere davanti a te ora...
QUELLO CHE E' di me ora è QUELLO CHE NON C'E' di te ora...
QUELLO CHE E' di te ora è QUELLO CHE NON C'E' di me ora...

sabato 3 gennaio 2009

...

come degli acchiappasogni
che producono suoni armoniosi
solo se sospinti dal vento,
così alcune vite
si animano di una forza speciale
solo se sospinte dall'amore
...

...

mi implori di non lasciar traccia dei miei passi
quando cammino sulla sabbia della terra
ma l'animo ha il peso della sensibilità
e la mente sprofonda

BANDA BANDA BANDA

E' bandamania non c'è dubbio,non si spiegherebbe altrimenti il percorso che,in meno d'un mese,ci vede fare la spola tra Cannole(LE) e Bari per assistere alle due date pugliesi di questa pazza congrega.Fido compagno di viaggi:Gianpiero,un ex metallaro convertitosi alla chitarra acustica proprio per mezzo di Finaz e soci,provate quindi solo ad immaginare il clima da cammino verso Santiago che in macchina si respira...in realtà c'è una precisazione da fare,la visita della bandabardò alla Feltrinelli barese è l'occasione per presentare il loro ultimo parto in studio tale "Ottavio", un concept-album incentrato su questa inquieta figura che impersona la maschera dell'innamorato.Unica speranza durante il viaggio è quella di non trovare troppa gente,per poter di conseguenza godere meglio della loro performance,ed arrivati lì,solo pochi minuti prima dell'orario d'inizio previsto,tutto ciò si tramuta in realtà:poche facce interessate all'esibizione,tutte accalcate sotto i loro strumenti,alcuni curiosi invece si affacciano dall'alto del primo piano,non male per noi.E' ora di iniziare...l'attacco è con Manifesto,brano che dal vivo viene spesso eseguito in apertura,poi veloce Enriquezz sciorina via,tra un brano e l'altro,il percorso di codesto Ottavio destinato all'amore fin da piccolo,fin da "bambino";Ottavio che crescendo rischia di smarrirsi causa "Bambine Cattive";rischia di smarrire la sua vera natura,muovendo il suo "Timido Tango" nei meandri oscuri della vita.Crescendo ancora altri innamoramenti,incontri che segnano la sua vita:la "Lilù Si Sposa",un francese non qualsiasi "La Mauvaise Reputation",e la fragile Marylin(Monroe) che "Balla Ancora" nonostante tutto...e poi la fase mistica de "La Ballata Di Don Gino",quella ribelle del "guerriero 'nnamurato";ma poi in lontananza "Le Ballerine" gli conquistano il cuore e subito si riparte per una nuova avventura,una nuova metamorfosi:"Viva La Campagna" fatta di silenzi ed introspezione,rimanere "Senza Parole" davanti a cotanta bellezza.E poi ancora viaggio verso "Porto Cabagna"...e poi ancora altri incontri come quello con "La Vedova Begbick",che sull'album si avvale del contributo di un certo Stefano Bollani al pianoforte(e mica cotica...).Infine "Armistizio" che...beh scopritelo da voi.
Perchè a dire il vero i tre quarti d'ora d'esibizione alla Feltrinelli, o le poche righe concessemi proprio non possono bastare per spiegare tutto l'universo che ruota e che ci piace intorno alla banda:la loro incontenibileinesauribile carica dal vivo;il loro modo di concepire la realtà circostante;il loro modo di accostarsi ai fan,assolutamente nessuno stupido snobbismo,anzi puoi vederli tranquillamente aggirarsi tra la folla sia prima che dopo un concerto,a regalare chiacchierate o spiegazioni(cosa da pochi e non da poco).
Insomma il mio compito qui è quello di riuscire ad incuriosirvi il più possibile,dopodicchè ci sono album in studio,album live,biografia ecc...
a tutti buon viaggio nel mondo della BANDABARDO'
#pubblicato nel numero di novembre '08 dal mensile 40° PARALLELO#

RADIOHEAD:MY NIGHT IN RAINBOWS

PROLOGO.
Fine dicembre 2007, lettore puntato su RadioDeejay, il Nikki ci comunica che per giugno ’08 è prevista l’unica data italiana del tour mondiale dei Radiohead. La calma si sa è la virtù dei forti… poche ore dopo ho già trovato uno dei miei compagni di viaggio, pochi giorni dopo ho il biglietto in tasca. D’altronde è così che la si prende alle volte...

Ma veniamo al dunque: In Rainbows è il titolo del loro ultimo lavoro in studio… nell’arcobaleno… i colori impastrocchiati della sua copertina… le luci che animano la scenografia del palco: una struttura composta da molteplici lunghi tubi che si stendono verticali sulle teste dei nostri, a mò di gabbia… l’arcobaleno che ne scaturisce all’esplosione delle emozioni/suoni regalate a noi comuni spettatori nelle 2ore piene di concerto… i led s’infiammano, l’arcobaleno è pronto, noi con loro al suo interno… tutto è al suo giusto posto… everything in its right place…
La scaletta premia, ovviamente, l’ultimo CD con ben 10brani, ma ripesca in maniera equa nei precedenti lavori, lanciando perle che farebbero rizzare perfino Lazzaro, e se le intense all I need, nude, pyramid song, tutte giocate all’inizio, ancora non vi bastano allora ci pensa l’incontenibile incedere di weird fisches arpeggi ad innalzare il livello di coinvolgimento, la sua naturale apertura non può lasciare incertezze. Le successive the gloaming, myxomatosis, ed optimistic ci riportano ai Radiohead più futuristi, quelli che ti inducono a cavalcare le strade più impervie e fuorvianti del rock, ma non ci sono pause e la band si svela per ciò che realmente è: un mondo con dentro un mondo con dentro un mondo, con dentro un mondo… quindi spaziando nel loro stratificato universo ecco scorrere videotape e street spirit, sconvolgenti pur nella loro apparente tranquillità; there there e bangers and mash ridanno vigore alla batteria perfino suonata in 3; my iron lung e karma police le esplosioni; everything in its right place l’oblio, la perdizione; la conclusiva idioteque (vero manifesto esistenziale della band, tanto per sonorità, tanto per testo) non conclude un bel niente, apre anzi le porte al nuovo viaggio che in futuro verrà, passato quest’oggi per le soglie variegate variopinte dell’arcobaleno.
p.s.: ma lo volete sapere qual è stato il momento più emozionante del concerto? Ma lo volete proprio sapere? Davvero davvero? Ok. Quando ad un certo punto il bel Thom (oddio bello…) si collega con una certa radio, dove un certo cronista, comunica che una certa Italia ha sculacciato la Francia, e che una certa Olanda ha vinto con la Romania: esplosione!!! poi tutto scompare sommerso da echi e riverberi, ma questo è un altro mondo.
#pubblicato nel numero di luglio '08 dal mensile 40° PARALLELO#