sabato 3 gennaio 2009

RADIOHEAD:MY NIGHT IN RAINBOWS

PROLOGO.
Fine dicembre 2007, lettore puntato su RadioDeejay, il Nikki ci comunica che per giugno ’08 è prevista l’unica data italiana del tour mondiale dei Radiohead. La calma si sa è la virtù dei forti… poche ore dopo ho già trovato uno dei miei compagni di viaggio, pochi giorni dopo ho il biglietto in tasca. D’altronde è così che la si prende alle volte...

Ma veniamo al dunque: In Rainbows è il titolo del loro ultimo lavoro in studio… nell’arcobaleno… i colori impastrocchiati della sua copertina… le luci che animano la scenografia del palco: una struttura composta da molteplici lunghi tubi che si stendono verticali sulle teste dei nostri, a mò di gabbia… l’arcobaleno che ne scaturisce all’esplosione delle emozioni/suoni regalate a noi comuni spettatori nelle 2ore piene di concerto… i led s’infiammano, l’arcobaleno è pronto, noi con loro al suo interno… tutto è al suo giusto posto… everything in its right place…
La scaletta premia, ovviamente, l’ultimo CD con ben 10brani, ma ripesca in maniera equa nei precedenti lavori, lanciando perle che farebbero rizzare perfino Lazzaro, e se le intense all I need, nude, pyramid song, tutte giocate all’inizio, ancora non vi bastano allora ci pensa l’incontenibile incedere di weird fisches arpeggi ad innalzare il livello di coinvolgimento, la sua naturale apertura non può lasciare incertezze. Le successive the gloaming, myxomatosis, ed optimistic ci riportano ai Radiohead più futuristi, quelli che ti inducono a cavalcare le strade più impervie e fuorvianti del rock, ma non ci sono pause e la band si svela per ciò che realmente è: un mondo con dentro un mondo con dentro un mondo, con dentro un mondo… quindi spaziando nel loro stratificato universo ecco scorrere videotape e street spirit, sconvolgenti pur nella loro apparente tranquillità; there there e bangers and mash ridanno vigore alla batteria perfino suonata in 3; my iron lung e karma police le esplosioni; everything in its right place l’oblio, la perdizione; la conclusiva idioteque (vero manifesto esistenziale della band, tanto per sonorità, tanto per testo) non conclude un bel niente, apre anzi le porte al nuovo viaggio che in futuro verrà, passato quest’oggi per le soglie variegate variopinte dell’arcobaleno.
p.s.: ma lo volete sapere qual è stato il momento più emozionante del concerto? Ma lo volete proprio sapere? Davvero davvero? Ok. Quando ad un certo punto il bel Thom (oddio bello…) si collega con una certa radio, dove un certo cronista, comunica che una certa Italia ha sculacciato la Francia, e che una certa Olanda ha vinto con la Romania: esplosione!!! poi tutto scompare sommerso da echi e riverberi, ma questo è un altro mondo.
#pubblicato nel numero di luglio '08 dal mensile 40° PARALLELO#

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