Con un titolo che è tutto un programma: "PROMEMORIA-15 anni di storia italiana ai confini della realtà",il 30 gennaio arriva sul palco del Teatro Impero di Brindisi il giornalista Marco Travaglio,accompagnato dai C-PROJECT,ovvero Fabrizio Puglisi e Valentino Corvino.
Lo "spettacolo",se così si può chiamare,non è altro che la trasposizione in forma scenica del Travaglio-pensiero,quello che si può cogliere nei suoi libri,articoli,o nelle apparizioni televisive ad AnnoZero.PROMEMORIA si articola in 7 quadretti i quali fotografano appieno la vita politica degli ultimi anni,la nostra storia si srotola alle parole del giornalista torinese partendo dal lapidario "la storia è maestra ma nessuno impara mai niente",che introduce il primo segmento:TANGENTOPOLI.Ovvero la fine della prima repubblica e l'inizio della seconda repubblica,un periodo importante certo,cruciale certo,ma purtroppo svanito e sprecato:l'arcinoto pouf di Poggiolini,le maxitangenti Enimont,Di Pietro ed il suo pool,l'esilio di Craxi,DeMichelis,una classe politica messa a nudo di fronte ai suoi elettori,una classe politica viziata e corrotta che,come la fenice,è stata magicamente,col passare del tempo,capace di risorgere e ritornare a galla,rivestita di nuovo contando sulla memoria corta della gente con un Martelli,ex guardasigilli,arrestato e condannato per tangenti,che ora ritorna in tv per spiegare la costituzione,e con i soliti noti che ancora bramano intorno alla fetta della torta italiana.Una fase politica che,a detta di Travaglio,ora ritorna più prepotente che mai,causa una classe dirigente avvezza al più barbaro revisionismo,quella che fa di Craxi un grande statista,o che definisce prescrizione=assoluzione.Un'attuale classe dirigente che parte dal basso,dagli studi in giurisprudenza,alle vendite porta a porta,alle collusioni col mafioso Mangano,passando per l'impero mediatico,il quale si fa beffa delle leggi che dichiarano Rete 4 un'emittente abusiva in quanto occupa le frequenze destinate ad un'altra emittente Europa 7,fino alla discesa in campo dell'attuale premier Silvio Berlusconi.Il tutto grazie alla complicità di una sinistra persa nei suoi stessi labirinti, incapace di governare,di essere credibile agli occhi dei suoi stessi elettori,non portando a compimento uno dei cavalli di battaglia su cui più campagne elettorali facevano peso:il conflitto d'interesse.
Travaglio srotola la nostra storia in maniera chiara,lucida,sarcastica,come è nel suo stile,e spesso si ride,certo si ride ma sono risate amare.Ne viene fuori un ritratto forte e reale,emerge nel quadro generale una particolare capacità,tutta italiana,di concepire la politica,l'attività politica come una massa amorfa adattabile a qualsiasi circostanza,quale che sia l'esigenza del politico in questione,la volontà di tradire gli elettori e di tradirsi in quanto non più mera rappresentanza di un popolo,bensì una casta a cui tutto è dovuto,tutto è concesso e tutto può(deve) concedersi,una classe che fatalmente Berlinguer aveva già previsto.Ma nonostante tutto alla fine dello spettacolo c'è spazio per l'ottimismo,altrimenti la "tournèe" non avrebbe senso,un ottimismo costruito sull'attenzione sempre crescente intorno a libri come Gomorra e La Casta,alle varie associazioni che si ribellano alle mafie Addio pizzo,Libera ecc...,un'attenzione che Travaglio cerca di incrementare con questo suo giro per la penisola.
pubblicato on-line a febbraio 2010 sul portale manduriaoggi.it
mercoledì 3 febbraio 2010
lunedì 1 febbraio 2010
FOCARA
Dal giorno 06 fino al 18,il gennaio novolese s’infiamma,si riscalda,si ravviva con i giorni del fuoco. Nemmeno il tempo di porre la parola fine agli eccessi natalizi che in quel di Novoli si parte con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate,patrono del paese.Festeggiamenti che onorano il santo riconosciuto come guaritore dell’herpes zoster (il fuoco di sant’antonio per l’appunto),anche se le leggende più remote,o fantasiose che dir si voglia,lo vorrebbero come portatore del fuoco sulla Terra mediante una discesa agli inferi.Festeggiamenti che si protraggono per più giorni,giorni in cui riti religiosi,arte,risorse territoriali e musica si incontrano per dar vita ad uno degli appuntamenti più di richiamo del salento.Un clima in cui passeggiando per le strade novolesi ci si imbatte nello Spaziotenda,dove la rassegna dei vini posti all’interno degli stand è affiancata da presentazioni di libri,premiazioni e proiezioni,da segnalare inoltre l’esposizione di alcuni lavori,che hanno come tematica la fòcara,ad opera dei bambini delle scuole elementari e medie,la valorizzazione del territorio e delle sue enormi potenzialità si inizia quindi fin da piccoli.Giorni in cui si può assistere alla benedizione degli animali,altro simbolo caratteristico di Sant’Antonio,storicamente raffigurato in compagnia di un maialino,avvenuta sabato 16 poco prima della processione che,partendo dal sagrato della chiesa al santo intitolata,gira per le vie del paese.Giorni in cui si può visitare,presso l’ex mercato coperto,la rassegna di arte contemporanea.E giorni in cui si vive all’ombra dell’imponente fòcara,al cospetto dell’imponente fòcara,un accatastamento di fascine di tralci di vite a mò di trullo,che raccoglie gli sforzi di tutti coloro che vivono in queste terre,di tutti coloro che vivono di queste terre.Un’enorme simbolo “legnatico” a festeggiare il santo,a festeggiare il fuoco buono,quello che,secondo un disegno visto all’interno della Spaziotenda,si mangia l’odio,il razzismo,le guerre,la malvagità,bastasse questo certo ma bisogna pur crederci.Un fuoco buono che Dio vede e provvede,un fuoco buono contraddittorio,che brucia e ravviva,che consuma e crea,una luce a cui non ci si può sottrarre se ci si ritrova nelle vicinanze di piazza Tito Schipa quando lo spettacolo pirotecnico aperitivizza lo spettacolo per cui tutti i presenti e non,comunque assistiti dai vari canali televisivi presenti,sono lì.
La fòcara si accende coi migliori auspici e lo spettacolo continua con lo show di uno degli artisti che in assoluto ha saputo,nella sua carriera,meglio coniugare la popolarità(intesa come appartenenza al popolo) all’arte musicale:Vinicio Capossela,il raggiante Vinicio Capossela che parte a razzo già prima dell’attesa accensione della fòcara con un piccolo intermezzo inaspettato e successivamente bloccato per dar spazio ai fuochi d’artificio.
Insomma come già detto,giorni in cui riti,vino,tradizioni,salsicce&fegatini,benedizioni,bancarelle si alternano,si sfiorano,ti sfiorano,anche se a dir il dire la parola giusta sarebbe si scuotono ti scuotono,dato che il segno te lo lasciano e come,un segno come un timbro,un timbro come un marchio a fuoco,d’altronde sono questi i giorni giusti.Un segno che indica la provenienza da cui abbiamo origine e la strada verso cui muoverci,un magico incontro tra passato,presente e futuro a cui non possiamo,dobbiamo sottrarci.
La fòcara si accende coi migliori auspici e lo spettacolo continua con lo show di uno degli artisti che in assoluto ha saputo,nella sua carriera,meglio coniugare la popolarità(intesa come appartenenza al popolo) all’arte musicale:Vinicio Capossela,il raggiante Vinicio Capossela che parte a razzo già prima dell’attesa accensione della fòcara con un piccolo intermezzo inaspettato e successivamente bloccato per dar spazio ai fuochi d’artificio.
Insomma come già detto,giorni in cui riti,vino,tradizioni,salsicce&fegatini,benedizioni,bancarelle si alternano,si sfiorano,ti sfiorano,anche se a dir il dire la parola giusta sarebbe si scuotono ti scuotono,dato che il segno te lo lasciano e come,un segno come un timbro,un timbro come un marchio a fuoco,d’altronde sono questi i giorni giusti.Un segno che indica la provenienza da cui abbiamo origine e la strada verso cui muoverci,un magico incontro tra passato,presente e futuro a cui non possiamo,dobbiamo sottrarci.
pubblicato on-line a gennaio 2010 sul portale manduriaoggi.it
martedì 26 gennaio 2010
BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
Sarò onesto.
Sono in difficoltà.
Non so cosa dire.
Dei Bud Spencer Blues Explosion.
Eppure non lo credevo possibile.
Per un gruppo come questo.
Letteralmente esploso nel giro di un anno.
Non so cosa dire.
Senza essere ripetitivo.
Credetemi.
Avevo già preparato una linea su cui far scivolare pillole di idee e notizie:averli scoperti durante il concerto dei lavoratori,il legame tra le due arti (cinematografica e musicale) che scorre nel nome della band...a immaginarlo un (in)(s)contro tra Bud e Jon Spencer...l'aver zittito gli esigenti fan di Vasco.
Sono in difficoltà.
Non so cosa dire.
Dei Bud Spencer Blues Explosion.
Eppure non lo credevo possibile.
Per un gruppo come questo.
Letteralmente esploso nel giro di un anno.
Non so cosa dire.
Senza essere ripetitivo.
Credetemi.
Avevo già preparato una linea su cui far scivolare pillole di idee e notizie:averli scoperti durante il concerto dei lavoratori,il legame tra le due arti (cinematografica e musicale) che scorre nel nome della band...a immaginarlo un (in)(s)contro tra Bud e Jon Spencer...l'aver zittito gli esigenti fan di Vasco.
Poi però,navigando navigando,mi ritrovo nelle acque del http://www.bsbemusic.com
,spulcio tra le carte della rassegna stampa che li riguarda e MON DIEU "sono solo uno dei tanti",ma vi dico la verità,felice di esserlo.Sono solo uno dei tanti che è rimasto folgorato dalla loro performance del 1°maggio;sono solo uno dei tanti che ha reso il passaparola uno strumento utile a far circolare il nome di questo incendiario duo;sono solo uno dei tanti che aspettava un live dalle nostre parti,anche per poter acquistare il loro.
E l'occasione si presenta manco a dirlo all'Istambul Cafè di Squinzano,dove in apertura trovo i Lola and the Lovers,formazione in cui ultimamente è molto facile imbattersi,e giustificato motivo si riscontra nella loro esibizione:sono in quattro 3ragazze ed un batterista...mi ricordano qualcuno...il tempo di un paio di brani ed ecco,cazzo sono proprio loro le Charlie's Angels,invasate e allunate,ma sono decisamente loro,che tra un richiamo zeppelliniano ed una Joplin a cappella trovano lo spazio per portare a compimento il loro ennesimo incarico:il ritrovamento della pianola perduta.Davvero bravi.
Poi arrivano Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio,attaccano subito con gli attrezzi del mestiere,è il blues che si modernizza,i canti del cotone si rinvigoriscono a contatto con le ceneri,mai sopite,del grunge e trovano nuova linfa nel generale clima di commistione sonora che viviamo.
Sono in due è vero,ma se:
1. non li conosci
2. ti trovi nelle retrovie e non vedi il palco
non ci scommetteresti un centesimo bucato,sono una baraonda sonora che ti assale manco fossero i turchi,una forza d'urto impressionante,una fisicità soffocante,che non teme di mettersi in gioco con la presentazione di ben quattro inediti al fianco dei brani più conosciuti (la brittiana esci piano,mi sento come se,frigido) passando,ovvio,per le arcinote fanno meglio e la chimicoelettrica hey boy hey girl.Il virtuoso Adriano e la piovra Cesare ci infliggono vivide coltellate senza possibilità di reazione alcuna,se non quella inspiegabile di amare il proprio carnefice,capace di farti sobbalzare per tutta la durata del concerto senza che mai possa intervenire il dubbio che la formula chitarra-batteria possa alla fine risultare monotona,o eccessivamente autoreferenziale.Alla fine li ritrovo entrambi tra la gente,disponibili a firmarmi il cd,e a fornirmi la scaletta,più felici di me quasi...
ad averne musica così...
ad averne musicisti così...
E l'occasione si presenta manco a dirlo all'Istambul Cafè di Squinzano,dove in apertura trovo i Lola and the Lovers,formazione in cui ultimamente è molto facile imbattersi,e giustificato motivo si riscontra nella loro esibizione:sono in quattro 3ragazze ed un batterista...mi ricordano qualcuno...il tempo di un paio di brani ed ecco,cazzo sono proprio loro le Charlie's Angels,invasate e allunate,ma sono decisamente loro,che tra un richiamo zeppelliniano ed una Joplin a cappella trovano lo spazio per portare a compimento il loro ennesimo incarico:il ritrovamento della pianola perduta.Davvero bravi.
Poi arrivano Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio,attaccano subito con gli attrezzi del mestiere,è il blues che si modernizza,i canti del cotone si rinvigoriscono a contatto con le ceneri,mai sopite,del grunge e trovano nuova linfa nel generale clima di commistione sonora che viviamo.
Sono in due è vero,ma se:
1. non li conosci
2. ti trovi nelle retrovie e non vedi il palco
non ci scommetteresti un centesimo bucato,sono una baraonda sonora che ti assale manco fossero i turchi,una forza d'urto impressionante,una fisicità soffocante,che non teme di mettersi in gioco con la presentazione di ben quattro inediti al fianco dei brani più conosciuti (la brittiana esci piano,mi sento come se,frigido) passando,ovvio,per le arcinote fanno meglio e la chimicoelettrica hey boy hey girl.Il virtuoso Adriano e la piovra Cesare ci infliggono vivide coltellate senza possibilità di reazione alcuna,se non quella inspiegabile di amare il proprio carnefice,capace di farti sobbalzare per tutta la durata del concerto senza che mai possa intervenire il dubbio che la formula chitarra-batteria possa alla fine risultare monotona,o eccessivamente autoreferenziale.Alla fine li ritrovo entrambi tra la gente,disponibili a firmarmi il cd,e a fornirmi la scaletta,più felici di me quasi...
ad averne musica così...
ad averne musicisti così...
pubblicato nel numero di gennaio 2010 sul mensile 40°parallelo
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