Sarò onesto.
Sono in difficoltà.
Non so cosa dire.
Dei Bud Spencer Blues Explosion.
Eppure non lo credevo possibile.
Per un gruppo come questo.
Letteralmente esploso nel giro di un anno.
Non so cosa dire.
Senza essere ripetitivo.
Credetemi.
Avevo già preparato una linea su cui far scivolare pillole di idee e notizie:averli scoperti durante il concerto dei lavoratori,il legame tra le due arti (cinematografica e musicale) che scorre nel nome della band...a immaginarlo un (in)(s)contro tra Bud e Jon Spencer...l'aver zittito gli esigenti fan di Vasco.
Sono in difficoltà.
Non so cosa dire.
Dei Bud Spencer Blues Explosion.
Eppure non lo credevo possibile.
Per un gruppo come questo.
Letteralmente esploso nel giro di un anno.
Non so cosa dire.
Senza essere ripetitivo.
Credetemi.
Avevo già preparato una linea su cui far scivolare pillole di idee e notizie:averli scoperti durante il concerto dei lavoratori,il legame tra le due arti (cinematografica e musicale) che scorre nel nome della band...a immaginarlo un (in)(s)contro tra Bud e Jon Spencer...l'aver zittito gli esigenti fan di Vasco.
Poi però,navigando navigando,mi ritrovo nelle acque del http://www.bsbemusic.com
,spulcio tra le carte della rassegna stampa che li riguarda e MON DIEU "sono solo uno dei tanti",ma vi dico la verità,felice di esserlo.Sono solo uno dei tanti che è rimasto folgorato dalla loro performance del 1°maggio;sono solo uno dei tanti che ha reso il passaparola uno strumento utile a far circolare il nome di questo incendiario duo;sono solo uno dei tanti che aspettava un live dalle nostre parti,anche per poter acquistare il loro.
E l'occasione si presenta manco a dirlo all'Istambul Cafè di Squinzano,dove in apertura trovo i Lola and the Lovers,formazione in cui ultimamente è molto facile imbattersi,e giustificato motivo si riscontra nella loro esibizione:sono in quattro 3ragazze ed un batterista...mi ricordano qualcuno...il tempo di un paio di brani ed ecco,cazzo sono proprio loro le Charlie's Angels,invasate e allunate,ma sono decisamente loro,che tra un richiamo zeppelliniano ed una Joplin a cappella trovano lo spazio per portare a compimento il loro ennesimo incarico:il ritrovamento della pianola perduta.Davvero bravi.
Poi arrivano Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio,attaccano subito con gli attrezzi del mestiere,è il blues che si modernizza,i canti del cotone si rinvigoriscono a contatto con le ceneri,mai sopite,del grunge e trovano nuova linfa nel generale clima di commistione sonora che viviamo.
Sono in due è vero,ma se:
1. non li conosci
2. ti trovi nelle retrovie e non vedi il palco
non ci scommetteresti un centesimo bucato,sono una baraonda sonora che ti assale manco fossero i turchi,una forza d'urto impressionante,una fisicità soffocante,che non teme di mettersi in gioco con la presentazione di ben quattro inediti al fianco dei brani più conosciuti (la brittiana esci piano,mi sento come se,frigido) passando,ovvio,per le arcinote fanno meglio e la chimicoelettrica hey boy hey girl.Il virtuoso Adriano e la piovra Cesare ci infliggono vivide coltellate senza possibilità di reazione alcuna,se non quella inspiegabile di amare il proprio carnefice,capace di farti sobbalzare per tutta la durata del concerto senza che mai possa intervenire il dubbio che la formula chitarra-batteria possa alla fine risultare monotona,o eccessivamente autoreferenziale.Alla fine li ritrovo entrambi tra la gente,disponibili a firmarmi il cd,e a fornirmi la scaletta,più felici di me quasi...
ad averne musica così...
ad averne musicisti così...
E l'occasione si presenta manco a dirlo all'Istambul Cafè di Squinzano,dove in apertura trovo i Lola and the Lovers,formazione in cui ultimamente è molto facile imbattersi,e giustificato motivo si riscontra nella loro esibizione:sono in quattro 3ragazze ed un batterista...mi ricordano qualcuno...il tempo di un paio di brani ed ecco,cazzo sono proprio loro le Charlie's Angels,invasate e allunate,ma sono decisamente loro,che tra un richiamo zeppelliniano ed una Joplin a cappella trovano lo spazio per portare a compimento il loro ennesimo incarico:il ritrovamento della pianola perduta.Davvero bravi.
Poi arrivano Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio,attaccano subito con gli attrezzi del mestiere,è il blues che si modernizza,i canti del cotone si rinvigoriscono a contatto con le ceneri,mai sopite,del grunge e trovano nuova linfa nel generale clima di commistione sonora che viviamo.
Sono in due è vero,ma se:
1. non li conosci
2. ti trovi nelle retrovie e non vedi il palco
non ci scommetteresti un centesimo bucato,sono una baraonda sonora che ti assale manco fossero i turchi,una forza d'urto impressionante,una fisicità soffocante,che non teme di mettersi in gioco con la presentazione di ben quattro inediti al fianco dei brani più conosciuti (la brittiana esci piano,mi sento come se,frigido) passando,ovvio,per le arcinote fanno meglio e la chimicoelettrica hey boy hey girl.Il virtuoso Adriano e la piovra Cesare ci infliggono vivide coltellate senza possibilità di reazione alcuna,se non quella inspiegabile di amare il proprio carnefice,capace di farti sobbalzare per tutta la durata del concerto senza che mai possa intervenire il dubbio che la formula chitarra-batteria possa alla fine risultare monotona,o eccessivamente autoreferenziale.Alla fine li ritrovo entrambi tra la gente,disponibili a firmarmi il cd,e a fornirmi la scaletta,più felici di me quasi...
ad averne musica così...
ad averne musicisti così...
pubblicato nel numero di gennaio 2010 sul mensile 40°parallelo