mercoledì 3 febbraio 2010

"PROMEMORIA" MARCO TRAVAGLIO

Con un titolo che è tutto un programma: "PROMEMORIA-15 anni di storia italiana ai confini della realtà",il 30 gennaio arriva sul palco del Teatro Impero di Brindisi il giornalista Marco Travaglio,accompagnato dai C-PROJECT,ovvero Fabrizio Puglisi e Valentino Corvino.
Lo "spettacolo",se così si può chiamare,non è altro che la trasposizione in forma scenica del Travaglio-pensiero,quello che si può cogliere nei suoi libri,articoli,o nelle apparizioni televisive ad AnnoZero.PROMEMORIA si articola in 7 quadretti i quali fotografano appieno la vita politica degli ultimi anni,la nostra storia si srotola alle parole del giornalista torinese partendo dal lapidario "la storia è maestra ma nessuno impara mai niente",che introduce il primo segmento:TANGENTOPOLI.Ovvero la fine della prima repubblica e l'inizio della seconda repubblica,un periodo importante certo,cruciale certo,ma purtroppo svanito e sprecato:l'arcinoto pouf di Poggiolini,le maxitangenti Enimont,Di Pietro ed il suo pool,l'esilio di Craxi,DeMichelis,una classe politica messa a nudo di fronte ai suoi elettori,una classe politica viziata e corrotta che,come la fenice,è stata magicamente,col passare del tempo,capace di risorgere e ritornare a galla,rivestita di nuovo contando sulla memoria corta della gente con un Martelli,ex guardasigilli,arrestato e condannato per tangenti,che ora ritorna in tv per spiegare la costituzione,e con i soliti noti che ancora bramano intorno alla fetta della torta italiana.Una fase politica che,a detta di Travaglio,ora ritorna più prepotente che mai,causa una classe dirigente avvezza al più barbaro revisionismo,quella che fa di Craxi un grande statista,o che definisce prescrizione=assoluzione.Un'attuale classe dirigente che parte dal basso,dagli studi in giurisprudenza,alle vendite porta a porta,alle collusioni col mafioso Mangano,passando per l'impero mediatico,il quale si fa beffa delle leggi che dichiarano Rete 4 un'emittente abusiva in quanto occupa le frequenze destinate ad un'altra emittente Europa 7,fino alla discesa in campo dell'attuale premier Silvio Berlusconi.Il tutto grazie alla complicità di una sinistra persa nei suoi stessi labirinti, incapace di governare,di essere credibile agli occhi dei suoi stessi elettori,non portando a compimento uno dei cavalli di battaglia su cui più campagne elettorali facevano peso:il conflitto d'interesse.
Travaglio srotola la nostra storia in maniera chiara,lucida,sarcastica,come è nel suo stile,e spesso si ride,certo si ride ma sono risate amare.Ne viene fuori un ritratto forte e reale,emerge nel quadro generale una particolare capacità,tutta italiana,di concepire la politica,l'attività politica come una massa amorfa adattabile a qualsiasi circostanza,quale che sia l'esigenza del politico in questione,la volontà di tradire gli elettori e di tradirsi in quanto non più mera rappresentanza di un popolo,bensì una casta a cui tutto è dovuto,tutto è concesso e tutto può(deve) concedersi,una classe che fatalmente Berlinguer aveva già previsto.Ma nonostante tutto alla fine dello spettacolo c'è spazio per l'ottimismo,altrimenti la "tournèe" non avrebbe senso,un ottimismo costruito sull'attenzione sempre crescente intorno a libri come Gomorra e La Casta,alle varie associazioni che si ribellano alle mafie Addio pizzo,Libera ecc...,un'attenzione che Travaglio cerca di incrementare con questo suo giro per la penisola.
pubblicato on-line a febbraio 2010 sul portale manduriaoggi.it

lunedì 1 febbraio 2010

FOCARA

Dal giorno 06 fino al 18,il gennaio novolese s’infiamma,si riscalda,si ravviva con i giorni del fuoco. Nemmeno il tempo di porre la parola fine agli eccessi natalizi che in quel di Novoli si parte con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio Abate,patrono del paese.Festeggiamenti che onorano il santo riconosciuto come guaritore dell’herpes zoster (il fuoco di sant’antonio per l’appunto),anche se le leggende più remote,o fantasiose che dir si voglia,lo vorrebbero come portatore del fuoco sulla Terra mediante una discesa agli inferi.Festeggiamenti che si protraggono per più giorni,giorni in cui riti religiosi,arte,risorse territoriali e musica si incontrano per dar vita ad uno degli appuntamenti più di richiamo del salento.Un clima in cui passeggiando per le strade novolesi ci si imbatte nello Spaziotenda,dove la rassegna dei vini posti all’interno degli stand è affiancata da presentazioni di libri,premiazioni e proiezioni,da segnalare inoltre l’esposizione di alcuni lavori,che hanno come tematica la fòcara,ad opera dei bambini delle scuole elementari e medie,la valorizzazione del territorio e delle sue enormi potenzialità si inizia quindi fin da piccoli.Giorni in cui si può assistere alla benedizione degli animali,altro simbolo caratteristico di Sant’Antonio,storicamente raffigurato in compagnia di un maialino,avvenuta sabato 16 poco prima della processione che,partendo dal sagrato della chiesa al santo intitolata,gira per le vie del paese.Giorni in cui si può visitare,presso l’ex mercato coperto,la rassegna di arte contemporanea.E giorni in cui si vive all’ombra dell’imponente fòcara,al cospetto dell’imponente fòcara,un accatastamento di fascine di tralci di vite a mò di trullo,che raccoglie gli sforzi di tutti coloro che vivono in queste terre,di tutti coloro che vivono di queste terre.Un’enorme simbolo “legnatico” a festeggiare il santo,a festeggiare il fuoco buono,quello che,secondo un disegno visto all’interno della Spaziotenda,si mangia l’odio,il razzismo,le guerre,la malvagità,bastasse questo certo ma bisogna pur crederci.Un fuoco buono che Dio vede e provvede,un fuoco buono contraddittorio,che brucia e ravviva,che consuma e crea,una luce a cui non ci si può sottrarre se ci si ritrova nelle vicinanze di piazza Tito Schipa quando lo spettacolo pirotecnico aperitivizza lo spettacolo per cui tutti i presenti e non,comunque assistiti dai vari canali televisivi presenti,sono lì.
La fòcara si accende coi migliori auspici e lo spettacolo continua con lo show di uno degli artisti che in assoluto ha saputo,nella sua carriera,meglio coniugare la popolarità(intesa come appartenenza al popolo) all’arte musicale:Vinicio Capossela,il raggiante Vinicio Capossela che parte a razzo già prima dell’attesa accensione della fòcara con un piccolo intermezzo inaspettato e successivamente bloccato per dar spazio ai fuochi d’artificio.
Insomma come già detto,giorni in cui riti,vino,tradizioni,salsicce&fegatini,benedizioni,bancarelle si alternano,si sfiorano,ti sfiorano,anche se a dir il dire la parola giusta sarebbe si scuotono ti scuotono,dato che il segno te lo lasciano e come,un segno come un timbro,un timbro come un marchio a fuoco,d’altronde sono questi i giorni giusti.Un segno che indica la provenienza da cui abbiamo origine e la strada verso cui muoverci,un magico incontro tra passato,presente e futuro a cui non possiamo,dobbiamo sottrarci.
pubblicato on-line a gennaio 2010 sul portale manduriaoggi.it

martedì 26 gennaio 2010

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

Sarò onesto.
Sono in difficoltà.
Non so cosa dire.
Dei Bud Spencer Blues Explosion.
Eppure non lo credevo possibile.
Per un gruppo come questo.
Letteralmente esploso nel giro di un anno.
Non so cosa dire.
Senza essere ripetitivo.
Credetemi.
Avevo già preparato una linea su cui far scivolare pillole di idee e notizie:averli scoperti durante il concerto dei lavoratori,il legame tra le due arti (cinematografica e musicale) che scorre nel nome della band...a immaginarlo un (in)(s)contro tra Bud e Jon Spencer...l'aver zittito gli esigenti fan di Vasco.
Poi però,navigando navigando,mi ritrovo nelle acque del http://www.bsbemusic.com
,spulcio tra le carte della rassegna stampa che li riguarda e MON DIEU "sono solo uno dei tanti",ma vi dico la verità,felice di esserlo.Sono solo uno dei tanti che è rimasto folgorato dalla loro performance del 1°maggio;sono solo uno dei tanti che ha reso il passaparola uno strumento utile a far circolare il nome di questo incendiario duo;sono solo uno dei tanti che aspettava un live dalle nostre parti,anche per poter acquistare il loro.
E l'occasione si presenta manco a dirlo all'Istambul Cafè di Squinzano,dove in apertura trovo i Lola and the Lovers,formazione in cui ultimamente è molto facile imbattersi,e giustificato motivo si riscontra nella loro esibizione:sono in quattro 3ragazze ed un batterista...mi ricordano qualcuno...il tempo di un paio di brani ed ecco,cazzo sono proprio loro le Charlie's Angels,invasate e allunate,ma sono decisamente loro,che tra un richiamo zeppelliniano ed una Joplin a cappella trovano lo spazio per portare a compimento il loro ennesimo incarico:il ritrovamento della pianola perduta.Davvero bravi.
Poi arrivano Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio,attaccano subito con gli attrezzi del mestiere,è il blues che si modernizza,i canti del cotone si rinvigoriscono a contatto con le ceneri,mai sopite,del grunge e trovano nuova linfa nel generale clima di commistione sonora che viviamo.

Sono in due è vero,ma se:
1. non li conosci
2. ti trovi nelle retrovie e non vedi il palco
non ci scommetteresti un centesimo bucato,sono una baraonda sonora che ti assale manco fossero i turchi,una forza d'urto impressionante,una fisicità soffocante,che non teme di mettersi in gioco con la presentazione di ben quattro inediti al fianco dei brani più conosciuti (la brittiana esci piano,mi sento come se,frigido) passando,ovvio,per le arcinote fanno meglio e la chimicoelettrica hey boy hey girl.Il virtuoso Adriano e la piovra Cesare ci infliggono vivide coltellate senza possibilità di reazione alcuna,se non quella inspiegabile di amare il proprio carnefice,capace di farti sobbalzare per tutta la durata del concerto senza che mai possa intervenire il dubbio che la formula chitarra-batteria possa alla fine risultare monotona,o eccessivamente autoreferenziale.Alla fine li ritrovo entrambi tra la gente,disponibili a firmarmi il cd,e a fornirmi la scaletta,più felici di me quasi...
ad averne musica così...
ad averne musicisti così...
pubblicato nel numero di gennaio 2010 sul mensile 40°parallelo

martedì 1 dicembre 2009

IL TEATRO DEGLI ORRORI

INPUT:carrarmatorock puntat! mirat! FUOCOOOOO!!!
Il combo in questione,di stanza in quel di nord-est,con l'uscita del nuovo lavoro in studio "A SANGUE FREDDO" ,ha tracciato la rotta.Certo il fatto che questa sia la tourneè del "solo" secondo album può far pensare,a chi non li conosce,d'avere a che fare con sbarbatelli di primo pelo,ma non è questo il caso,qui si parla di 4 pestiferi guastatorirock che da anni a nome ONE DIMENSIONAL MAN e SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC macinano km su km lungo il trasognato stivale.
"Venghino signori Venghino"(direbbe qualcunaltro) "il Teatro degli Orrori apre i battenti carico di vergogne,cinismo sonico,amore e vino,piscio sull'asfalto e disilluse albe"
"ssst...silenzio in sala,il tendone è aperto...maestri maestri accomodatevi vi preghiamo potete incominciare"
e allora sia dato il via alle danze: puntat! mirat! FUOCOOOO!!!
direzioni diverse ti tende la mano da subito,ma attento non è l'invito a ballare,è l'invito a prender parte al giro della morte apertosi con la subitanea il terzo mondo,il pavimento schiude le sue fameliche fauci,piastrelle e donne,luci e uomini vorticosamente inghiottiti nella lunga spirale verso il basso:mai dire mai è vero,ma nella loro morsa sembriamo non esserci per nessuno,se non per questo Teatro dei Sudori.Oh Santa Madre la voce di Capovilla è intorno "non potrai più uscirne" sembra ghignare...Dio Mio che suono è intorno in vita mia mai mai mai,mi stracci e mi svuoti,sacco da macerare abbandonato sul ciglio della strada affianco ad un teschio dai capelli di paglia su cui il poeta estinto inneggia il proprio ebbro canto dal titolo e lei venne.Come se non bastasse il nuovo vestito ci abbaglia:è il Teatro dei Dolori ora ad invocare i fallimenti generazionali di è colpa mia e fantasmi reali ne il turbamento della gelosia,è il momento più toccante,col cuore in mano "bambina mia quanto mi manchi lo dirai a mamma che ho un cuore dentro"... è il cuore di chi ama...quello...
E tra un padre nostro intonato per liberarci una volta per tutte da chi uccide a sangue freddo,l'esplosione della compagna teresa e l'implosione umana de la canzone di Tom si arriva madidi alla pausa.
"ehi non vorrai mica scendere" ancora quel ghigno maledetto,così si riparte con lezioni di musica che si dipanano nel tempo...tutto si riquadra,vomitati via dal girone più basso ci ricomponiamo(?) di lividi e segni a furie delle pestate conclusive del batterista Francesco Valente,a rimarcare un passaggio necessario,veloce ma non effimero,imprecante,senza ostacoli dritto per la sua strada,ci portiamo addosso le impronte digitali di questi quattro geniali teatranti.
OUTPUT:la vita ci spinge verso direzioni diverse...la mia per esempio verso un'uscita con improbabili divieti di rientro,e verso un parcheggio che mi costa più dell'autostrada,ma questa è storia da affettatori...

pubblicato dal mensile 40°parallelo nel numero di dicembre 2009

mercoledì 8 luglio 2009

DEPECHE MODE

Allora vediamo un pò: M.E.I. assente,i blonde redhead assenti,il Dissonanze Festival capitolino assente,Morgan assente,no decisamente no… interrogata la polvere continuava a rispondermi “aspetta primavera andrea,aspetta primavera” e nell’inverno troppo impegnato ad accartocciarsi tra la propria mestizia liquida s’attizza l’attesa.E non che i nostri cari Depeche siano stati avidi di sorprese in questo periodo anzi,l’uscita del loro ultimo album in studio,l’assurdo video del singolo wrong,e per ultimo la notizia dell’intervento che il bardo Dave Gahan ha subito proprio mentre era in pieno svolgimento il tour,s’attizza s’atttizza e come…finchè il 16 giugno il fuoco è pronto a divorarci tutti Martin Gore,Andrew Fletcher,il sopraccitato frontman:i Depeche Mode sono lì per divorarci,dall’alto del loro palco in cui si ritaglia il suo spazio un enorme schermo che dipinge l’anima del gruppo,le loro parole,i loro video,i loro commenti,le loro ossessioni gettate in faccia al pubblico.Sono degli astronauti,sono delle ombre,sono 2ragazze che si amano,sono pacifisti,sono questo,altro ed altro ancora,variabili e pur sempre eccezionali come dimostra la loro scaletta che parte giustamente col doveroso omaggio all’ultimo sounds of the universe:in chains,l’acclamata wrong,ma soprattutto hole to feed ci rimbalzano in testa vibrano,sconquassano,ma quando il passato ritorna prepotente allora non c’è nulla da fare,walking in my shoes,a question of time,it’s no good,fly on the windscreen,dal mitico black celebration esplodono nell’aria,si fanno ammirare,esaltano il buon Dave che ha ormai fugato ogni dubbio su una sua possibile performance non all’altezza.Poi è il momento di Martin,così ci lasciamo adagiare dall’atmosfera intima creata da home e little soul,ma il leone non è andato via,l’adrenalina è in circolo,la bestia ritorna, enjoy the silence,policy of truth,never let me down again,ormai siamo skegge impazzite amiamo frantumarci,e l’incipit de i feel you ne è la giusta colonna sonora,uno stridere di macchinamacchinario che s’infrange all’impatto,liberandoci,rompendo legami e legamenti.
Quando arrivano i 2 bis davvero penso di poter essere d’accordo con loro words are very unnecessary,mi giro a filmare il resto del pubblico,circa 50mila ho letto poi,tutti estasiati,stripped,master and servant,personal jesus,potrebbero banchettare coi nostri resti,infine la chiusa emozionale quasi un sussurro di waiting for the night,un soffio leggero si posa su di noi e c’accompagna nella bocca della notte,poi è solo una questione di saluti,c’è chi saluta i compagni di viaggio,chi saluta l’imperatore,chi saluta Roma per chi la ricorda con affetto,chi saluta le proprie gambe…
ma davvero un viaggio stupendo
pubblicato nel numero di luglio '09 sul mensile 40°PARALLELO

lunedì 26 gennaio 2009

...bagliori...

ragnatele imprigionano le luci
aprite i cancelli
dove giacerai stanotte?

la tua vita è sogni
la terra è roccia dura
dove pregherai stanotte?

la notte taglia a metà la luna
possiedo la tua essenza
se fossi puro dovrebbe bastarmi
dove verrò a cercarti stanotte?

martedì 6 gennaio 2009

afterhours

Era il 2002 dopo una delle tante 8ore passate in fabbrica di 1°turno,mi ritrovo fuori la portineria A dove il solito mercatino porta via quei 5/10min in attesa del pulman per riportarmi a casa.Lì intravedo una copertina,mi colpisce immediatamente,un'istantanea fissa su di un fulmine che squarcia l'ordinaria solitudine di un palo elettrico posto in un nowhereland desolato.(Solo la cassa integrazione imminente squarcia l'ordinarietà in maniera così devastante...).Acquisto il cd,è di quelli che costano poco,sarà in offerta,è il cd che accompagnerà uno dei perioodi più intensi della mia vita:QUELLO CHE NON C'E' degli AFTERHOURS.
Da lì in poi assoluta febbrile minuziosa ricerca,passando per i GERMI quando HAI PAURA DEL BUIO,e mentre i 3PICCOLI PORCELLIN compongono BALLATE PER PICCOLE IENE, I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO sapendo che NON E' PER SEMPRE.
Assisto per l'ennesima volta ad un concerto dei nostri,ma in un certo senso è come fosse il primo,con loro è sempre il primo,perchè non sai mai cosa t'aspetta,perchè la scaletta varia sempre anche tra esibizioni dello stesso tour,sarà questione di MaGia,sarà questione di pelle,sarà questione d'orgasmo,o forse...
Mentre tutte ste seghe vanno avanti sul palco appaiono Manuel,Enrico e Rodrigo con una versione serpica di you know you're right dei NIRVANA,per rispettivamente chitarra/voce,tastiera e violino ((what about magia?)).Poi Roberto,Giorgio e Roberto, un vortice crescente si apre:la sottile linea bianca,è solo febbre poste sullo stesso piano d'intensità aprono il sabba di dea,lasciami leccare l'adrenalina,strategie e varanasi baby.La title track dell'ultimo album e l'immensa dentro marylin riportano un pò di quiete,ma le iene serpeggiano nell'oscurità pronte a colpire la pelle e renderla neppure carne da cannone per dio,ancora sorprese con è la fine la più importante intenerita da uno xilofono capace di divorare l'irruenza dell'originale,ma lasciando intatto il senso d'inquietudine che essa possiede,entrando dentro, entrandoti dentro...perchè la musica degli AFTERHOURS è così: come a conficcarsi in carne (grazie ESTRA),entrare in circolo,linfare il corpo,possederlo e scaraventarlo via,non inerme,non futile,bensì con un senso in più.E' questo il percorso anche di questa sera:le ultime possessioni elettriche spettano a la vedova bianca,il sangue di giuda,la verità che ricordavo,male di miele;per poi abbandonarmi con la SUICIDEiana milano circonvallazione esterna,bye bye bombay,nelle tenere braccia di Orfeo con la ninnananna di orchi e streghe sono soli.Ma questa volta il Manuel&soci si sbagliano,dal New Demodè a casa ci vuole del tempo,e di dormire proprio non se ne parla,ma io ho un segreto,ho preso un pò di loro essenza stasera,anche stasera,maledetto ladro d'emozioni...mi metto al volante aspettando quello che non c'è: "arriva l'alba so che è qui per me,meravigliosa come a volte ciò che sembra non è",nell'attesa posso solo immergermi nel black,possedermi di black e dedicare il mio viaggio a MATTIA e MaGia che in questi giorni scrivono pagine importanti del loro destino.
pubblicato nel numero di gennaio '09 sul mensile 40° PARALLELO